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tanningard

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Giovanni Giorgio Taningard, o anche Tanigardi, è un personaggio insolito nel panorama della liuteria settecentesca. Artefice di un’eredità liutaria assai rara risalente perlopiù al periodo compreso tra il 1735 e il 1750, questo artigiano originario di Vienna, dimostra la grande maestria costruttiva della scuola boema unita all’influsso dell’ambiente della città eterna in cui la liuteria teutonica era assai fiorente (negli stessi anni sono attive le botteghe di Alberto Platner e David Tecchler, figure “dominanti” il campo della liuteria romana).

tanningard

Tipici del suo stile, che si può assimilare a quello di Tecchler (tanto che l’attribuzione di alcuni strumenti di quest’ultimo è dubbia), sono l’abile scelta dei legni, l’attenta costruzione del filetto e la forma aggraziata, completata da una bombatura che si ispira al più famoso Jacob Stainer. La vernice, particolarmente lucida e raffinata, spazia dal rosso-bruno al giallo dorato.

La figura di Gio Giorgio Taningard, così si firma nei suoi cartigli, è assai misteriosa, anche a causa dei pochi dati certi a suo riguardo giunti fino a noi che collocano la sua bottega vicino all’Oratorio della Caravita (a pochi passi dal Quirinale) e lo identificano come genero di Alberto Platner.

Questo esemplare ha una formidabile voce e un timbro assai particolare che si concentra nella profondità dei registri gravi fino alla morbidezza degli acuti. Si tratta di un violino costruito nel 1743 in modo impeccabile, tanto da essere ancor oggi integro in tutte le sue parti.

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